Cinevisioni/Il Pescatore Di Sogni

Fred Jones (Ewan McGregor) è un esperto pescatore e funzionario ministeriale del governo britannico. Viene contattato da Harriet Chetwode-Talbot (Emily Blunt), una consulente finanziaria la quale, per conto dello sceicco Muhammad, gli sottopone un progetto per rendere possibile la pesca al salmone nello Yemen.

La tipica commedia sentimentale di Lasse Hallström, intrisa di buoni sentimenti, positività, e una fotografia patinatissima. Ewan McGregor è un uomo che conduce una vita noiosa, totalmente asettico e impermeabile rispetto alle emozioni e ai sentimenti degli altri. Aiutato in questo suo autismo sociale sicuramente dalla moglie, con la quale conduce una relazione per lui insoddisfacente. Al contrario invece, Emily Blunt è una donna impulsiva, tenace, che soffre per la partenza in Afghanistan di un fidanzato conosciuto da meno di un mese. Ad alleggerire il livello di zuccheri ci pensano gli intermezzi comici, questi sicuramente riusciti in pieno, di cui è protagonista una Kristin Scott Thomas in gran forma. In conclusione, si tratta della solita pellicola romantica prevedibile in ogni suo passaggio, impreziosita da ottimi attori e un’esperta regia, ma consigliata solo ai patiti del genere.

Voto: 5/10

 

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Cinevisioni/Chronicle

Andrew è un liceale timido ed introverso, con un padre alcolizzato e violento, e una madre gravemente malata. Un giorno, insieme al cugino e ad un amico entra per gioco in una grotta sotterranea, e i tre acquisiscono un misterioso potere telecinetico.

Mockumentary adolescenziale scritto dal figlio di John Landis, è senza dubbio sopra la media rispetto a tanti altri celebri prodotti del medesimo genere. Concordo con la recensione di Mymovies.it che nella trama e nel soggetto di questo film suggerisce chiari riferimenti al manga-anime Akira  e all’horror Carrie – Lo Sguardo Di SatanaLa pretesa di riprendere tutto in soggettiva alla lunga diventa una cosa un po’ forzata e tirata per i capelli, anche se la scena del protagonista che fluttua in aria circondato da decine di smartphone, videocamere e macchine fotografiche, ha un certo fascino. Tranne il protagonista, tutti gli altri personaggi non vengono approfonditi in maniera pienamente convincente. Soprattutto la vicenda sentimentale del cugino sembra un po’ buttata lì per riempire i minuti. Detto questo però il film si lascia guardare ben volentieri, ed è una piacevole visione consigliabile soprattutto al pubblico giovane.

Voto 6,5/10

Cinevisioni/La Fredda Luce Del Giorno

Will Shaw (Henry Cavill), giovane consulente finanziario, raggiunge il resto della sua famiglia in Spagna per una settimana di svago in barca. Ma mentre si allontana alcune ore per delle commissioni, i suoi parenti vengono rapiti. Si ritrova così al centro di un intrigo internazionale, con i rapitori che gli concedono solo 24 ore di tempo per consegnare loro una misteriosa valigetta. 

Il film parte come un consueto dramma familiare per poi virare decisamente verso lo spy action. La sceneggiatura però è abbastanza grossolana, e anche gli attori non sembrano in grandissima forma, eccezion fatta per Sigourney Weaver. Pure Bruce Willis appare un po’ imbolsito. I personaggi infatti non sono tratteggiati benissimo, e hanno quasi tutti lo spessore delle macchiette bidimensionali da b-movie di genere. Solo che qui si tratta di una produzione hollywoodiana con budget di tutto rispetto, e sarebbe lecito aspettarsi qualcosa di più di uno spara e fuggi con una trama scritta in 2 minuti. Da salvare sicuramente il lungo inseguimento automobilistico finale in cui giganteggia la già citata Sigourney Weaver. Il resto è più che trascurabile.

Voto 4,5/10

Visioni Blu/Ip Man 2

Negli anni ’50, Ip Man (Donnie Yen) si trasferisce con la famiglia da Foshan ad Hong Kong, occupata dal protettorato britannico. Nonostante si trovi in ristrettezze economiche, il maestro è determinato ad insegnare il suo Wing Chun, ma per aprire una scuola deve superare l’ostracismo degli altri maestri della città e batterli in combattimento. Hung Har (Sammo Hung), il maestro più anziano e rispettato, intrattiene anche affari sporchi con alcuni ufficiali inglesi, ma dopo i primi attriti con Ip Man, tra i due nasce un rapporto di stima e di rispetto.

Sequel non all’altezza di un acclamato biopic del 2008. Regia e cast sono rimasti gli stessi, con Sammo Hung pure nel ruolo di coreografo delle scene d’azione. La sceneggiatura strizza l’occhio ad un pubblico più occidentale, e non si può non notare come da un certo punto in poi la trama ricalchi fedelmente quella di Rocky IV. Magistrale comunque la scena del combattimento al ristorante sopra un tavolo rotondo.

Buona l’edizione blu-ray italiana della Tucker Film, distribuita dalla Cecchi Gori Home Video. Qualità video quasi da riferimento, tracce audio originali e in italiano in vari formati, dal semplice Dolby Digital al DTS HD Master Audio. Abbondanti gli extra, con vari backstage, interviste a cast e attori, scene eliminate, trailer, spot tv, galà di presentazione, ecc…

Voto: 5/10

Cinevisioni/Quasi Amici

Driss (Omar Sy), senegalese cresciuto in Francia, vive di furti e sussidi di disoccupazione. Si ritrova quasi per caso a lavorare come assistente personale del tetraplegico Philippe (François Cluzet), un miliardario circondato dal lusso e dalla noia di un’esistenza priva della possibilità di muoversi. Tra i due si instaura presto un legame di intesa, complicità, e amicizia.

Grandissimi incassi in patria per questa pellicola francese, tratta da una storia vera, ed in perfetto equilibrio tra commedia e melodramma. La vicenda segue binari prevedibili e buonisti, ma la scontatezza non intacca per nulla l’energia e la forza di una storia costruita su ritmi e tempi comici quasi perfetti che mettono a proprio agio lo spettatore. Molto del merito, va detto, lo si deve all’attore comico Omar Sy, che buca lo schermo con il suo sorriso e le battute sempre pronte. François Cluzet d’altronde è un’ottima spalla, e interagisce con il ragazzo in maniera sublime.  Philippe è tetraplegico per un incidente avvenuto mentre faceva parapendio, che in realtà era un tentativo di suicidio dopo una perdita amorosa. Rimasto in vita ma completamente paralizzato, vive recluso nella sua enorme villa con alcuni inservienti, una figlia adottiva adolescente che trascura, coltiva passatempi come l’arte e la musica classica, e flirta eternamente per via epistolare con una donna che non conosce e non ha il coraggio di incontrare. Ma quando al colloquio per il lavoro di assistente si presenta Driss, i modi spicci e diretti del ragazzo lo attirano e lo spingono a offrirgli il lavoro, nonostante gli amici lo mettano in guardia dal passato poco pulito del nuovo dipendente. Philippe troverà nuovi stimoli ed energie per affrontare la vita. C’è una sterminata filmografia, specie hollywoodiana, che tratta l’argomento dell’eccentrico estraneo chiamato a portare una ventata di freschezza e vitalità all’interno di un ambito familiare grigio, cupo, depresso, appesantito. Alcune hanno fatto la storia del cinema, da Mary Poppins A spasso con DaisyMolte altre, la stragrande maggioranza, sono state solo delle sbiadite copie senza anima e carisma. Questo Quasi Amici invece di personalità ne ha parecchia, e riconcilia con il piacere di andare al cinema per godere di una buona pellicola diretta e senza tanti fronzoli.

Voto 7,5/10

Cinevisioni/A Simple Life

Ah Tao (Deanie Ip) è un’anziana domestica, che lavora per la famiglia Leung da quando è rimasta orfana a 13 anni. Ha servito e visto crescere ben 4 generazioni di una famiglia che poi si è trasferita quasi del tutto negli Stati uniti. L’unico rimasto ad Hong Kong è Roger (Andy Lau), un produttore cinematografico scapolo  di mezza età. Quando Ah Tao viene colta da infarto, decide di ritirarsi dal lavoro e andare a vivere in un ospizio. Ma Roger continuerà ad andare a trovarla, seguirla, e occuparsi delle sue piccole esigenze quotidiane.

 L’ultimo film della regista hongkonghese Ann Hui, presentato alla 68° Mostra del Cinema di Venezia, è un piccolo capolavoro intimista tratto da una storia vera. Bravissima la protagonista Deanie Ip che si è portata a casa la Coppa Volpi come miglior protagonista femminile. Il suo duetto con la superstar Andy Lau funziona a meraviglia, e mostra con grande forza l’immagine di una donna amorevole, generosa come tante mamme e nonne della quotidianità. Il suo personaggio è una donna che ha sacrificato la propria vita personale per dedicarsi completamente al servizio di una famiglia. Non più in grado di svolgere il suo lavoro, decide per pudore di ritirarsi in un ospizio per anziani dove entra in contatto con tante storie di sofferenza, solitudine, emarginazione, e le inevitabili malattie della vecchiaia. Gli ospizi sono posti dove spesso gli anziani vengono abbandonati a se stessi, si creano legami e amicizie destinate però a durare brevemente dato che la morte è un elemento quasi quotidiano e improvviso. Ma Ah Tao non viene lasciata sola. Roger, uomo tutto casa e lavoro quasi come lei, sente forte il debito di riconoscenza verso la donna. All’inizio a mancargli sono i saporiti manicaretti e le piccole faccende domestiche per le quali Ah Tao era impeccabile e pignola. Ma andandola a trovare con costanza e dedizione, si rende conto sempre di più che la donna ha avuto un ruolo fondamentale nella sua esistenza, ed è stata per lui come una seconda madre. Una bella storia di ordinaria quotidianità positiva.
Ad impreziosire il film ci sono diversi cameo di tanti attori e registi notissimi di Hong Kong. Il doppiaggio italiano dei film orientali spesso non è in grado di riprodurre bene i dialoghi originali, e purtroppo questo film non fa eccezione. Aspetteremo la versione home video per godere dell’audio originale. Rimane comunque una delle migliori uscite al cinema di questa prima parte del 2012
Voto: 8/10

Cinevisioni/Knockout – Resa Dei Conti

Mallory Kane (Gina Carano) è uno degli agenti segreti più richiesti al mondo, e lavora per un’agenzia privata alla quale i governi affidano missioni  di estrema pericolosità. Durante un lavoro a Dublino, scampa ad un agguato tesole dal suo collega Paul (Michael Fassbender), e scopre che la trappola era stata organizzata dal suo capo ed ex amante Kenneth (Ewan McGregor). Decide perciò di vendicarsi.

A Soderbergh non manca di certo il coraggio e la voglia di tuffarsi in progetti e generi sempre diversi. Come avvenuto nel precedente Contagionanche qui il cast è notevole. Michael Fassbender, Ewan McGregor, Michael Douglas, Antonio Banderas, Bill Paxton e Channing TatumMa l’attrice principale è Gina Carano, procace ed avvenente ex campionessa di arti marziali miste, statunitense di evidenti origini italiane, qui al suo primo ruolo da protagonista sullo schermo dopo alcuni show tv e piccole parti in b-movies. Lei se la cava più che egregiamente nel ruolo della spia fredda, che non perde mai il controllo, anche se non deve essere il massimo nella recitazione verbale dato che pure in lingua originale pare sia stata doppiata. Con Knockout – resa dei conti i titolisti italiani hanno fatto ancora una volta un operazione discutibile. Il titolo originale infatti è Haywire (“fuori controllo” o “impazzito” in italiano). Visto anche il trailer, è chiaro che si è voluto spacciare il film per uno dei tanti action pieni di botte da orbi. E chi va in sala con tali aspettative rischia di uscirne profondamente deluso. Knockout non è nulla di tutto ciò. Soderbergh ha voluto giocare con i vari generi, unendo elementi tipici dello spy verboso con quelli del manhunting, ha scelto un soggetto che in vari momenti non può non ricordare film come Nikita Kill Bill, mentre le figure dei villain sono abbastanza piatte e bidimensionali come si conviene nei migliori b-movies. Il risultato è un frullato la cui amalgama non sempre è convincente. Il ritmo è zoppicante, e a momenti di buoni spunti se ne alternano altri soporiferi. I combattimenti sono pochi, brevi, e lontani da quella spettacolarità che si può riscontrare in un qualunque film simile del sudest asiatico. Tutto sommato un esperimento interessante, riuscito a metà, che merita una visione.

Voto: 6/10