Visioni dvd/Simon Konianski

Simon Konianski ha 35 anni, è disoccupato, ha un figlio di 6 anni, e da poco è stato lasciato dalla sua compagna, una ballerina spagnola. Non ha voglia di cercarsi un lavoro, tira avanti facendo da cavia per esperimenti farmaceutici, e vive in casa dell’anziano padre, un ebreo reduce dai campi di sterminio. Ma il padre muore, e chiede come sua ultima volontà di essere seppellito in Ucraina accanto alla tomba della sua prima moglie, di cui peraltro Simon ignorava l’esistenza. Perciò insieme al figlio e agli zii comincerà un lungo viaggio in auto dal Belgio all’Ucraina.

Presentato fuori concorso nell’edizione 2009 del Festival del Cinema di Roma, Simon Konianski è una buffa commedia  yiddish del regista belga Micha Wald. Gli elementi caratteristici del genere ci sono tutti. Da una parte la vecchia guardia, i reduci delle persecuzioni naziste, che vivono ricordando gli anni di prigionia ai figli e ai nipoti, o che sono ossessionati dall’idea di essere ancora spiati dalla Stasi come lo zio di Simon. Passano le ore a guardare alla tv i notiziari di Israele, osservano rigidamente le tradizione religiose, e naturalmente si adoperano per combinare matrimoni solo tra ebrei. Dall’altra parte ci sono le nuove generazioni, proprio come il protagonista, che vivono in maniera molto più laica le proprie origini. O che addirittura sono talmente stufi delle ossessioni dei genitori da volerle rinnegare. Simon infatti ha avuto una relazione con una spagnola cattolica, si è rifiutato di far circoncidere il figlio, sposa la causa palestinese e indossa provocatoriamente una felpa con la scritta BAGHDAD. Non fosse circondato dai suoi familiari, sembrerebbe uno dei tanti ultratrentenni svogliati, sfaccendati ed incapaci di assumersi delle responsabilità. Poi inizia il lungo viaggio in auto, e come tutti i road movie che si rispettino non sarà solo un percorso chilometrico, ma anche di conoscenza di se stesso, della propria storia, e una vera maturazione. L’atmosfera infatti si fa più rarefatta quando Simon ed il figlio si imbattono nel campo di concentramento di Majdanek, in Polonia. Sarà l’occasione per Simon di riappacificarsi con il padre e capire i suoi tormenti.

Purtroppo insufficiente l’edizione dvd italiana della Fandango. Oltre all’assenza di extra (non si può definire tale l’immancabile trailer) manca anche la traccia audio originale, che nel 2011 è una cosa inaccettabile.

Voto: 7/10

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