Letture/Diary

 

Misty Wilmot, ex aspirante pittrice e cameriera d’albergo nella piccola Waytansea Island, tira avanti a fatica con una figlia adolescente ed una suocera invadente da quando il marito è in coma irreversibile in seguito ad un tentato suicidio. Riceve continuamente telefonate da proprietari di case di villeggiatura ristrutturate dal marito che si lamentano di aver trovato alcune stanze murate e al cui interno compaiono misteriose scritte inquietanti. Nella speranza che il marito si risvegli, Misty scrive un diario per tenerlo informato, mentre la figlia e la suocera tentano di farle riprendere la pittura perché da questo sembra per loro dipendere la salvezza dell’isola.

 

Il linguaggio è sempre quello diretto e riconoscibilissimo di Palahniuk, ma lo stile e la storia sembrano più quelle di un horror alla Stephen King. Meno imprevedibile e spiazzante rispetto ad altre sue opere, si sente la mancanza dei suoi tipici personaggi particolari e simpaticamente folli. Manca anche il suo consueto pugno allo stomaco e la critica dura alla società moderna. Chuck ha scritto di molto meglio.

 

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